Correggiato

Per separare i grani del frumento dagli steli e dai tegumenti, si usavano i tradizionali bastoni snodati con i quali i trebbiatori sottoponevano le spighe a una fitta battitura. L’utensile è composto da un manico di legno, lungo circa un metro e mezzo e da una mazza battente, anch’essa di legno, più corta ma più massiccia e pesante. All’estremità superiore il manico è dotato di un incavo anulare per il fissaggio della striscia di cuoio cui è legata la stringa che unisce al manico il battente e consente ad esso di roteare. L’uso di questo attrezzo richiedeva abilità, ritmo e sincronia tra i lavoranti: sollevando in alto il manico con le braccia tese sopra la testa, il trebbiatore gli imprimeva una rotazione, poi, abbassandolo repentinamente, faceva cadere orizzontalmente la mazza sul cereale. Ci si disponeva in due gruppi affiancati oppure messi uno di fronte all’altro e si seguiva il ritmo di battitura. Dopo la prima trebbiatura si voltavano i covoni e si ricominciava a battere. Alla fine si legavano i covoni di paglia per conservarli, ma prima si scuotevano per recuperare eventuali chicchi rimasti sulle spighe; successivamente si passava alla spulatura.